Marco25 L'articolo che hai linkato conferma quanto da me detto: BigSur e Monterey continuano a ricevere i security updates (e io lo posso confermare perché ho Monterey installato proprio sul mio Mac Mini 2014, comprato di seconda mano).

  • Marco25 ha risposto a questo messaggio

    MarcoYahoo Difatti non ho scritto che non ricevono alcun aggiornamento di sicurezza, ma che non li ricevono tutti.

    "Resi Unieuro, come funzionano?"

    Non funzionano, evita sto sito fidati.

    Ho letto velocemente sia l'intervento dell'OP che alcuni pareri di altri utenti e non credo di aver capito in quale punto Unieuro affermi che un bene acquistato A DISTANZA non possa essere restituito entro i 14gg laddove sia stato (o meno) utilizzato, fatte salve specifiche casistiche che per ovvie ragioni ne determinano l'invendibilità, ovvero "prodotti confezionati su misura o chiaramente personalizzati" (es. camicia con le iniziali), "che rischiano di alterarsi o deteriorarsi" (es. prodotto deperibile come frutta e verdura o con una scadenza breve tipo latte fresco), "prodotti audiovisivi e software" (come dedotto dall'OP, ad es. software con chiave di licenza oppure il blu-ray di un film), oppure "per motivi igienici o connessi alla protezione della salute" (es. un paio di mutande oppure una mascherina FFP2).
    Il recesso è un diritto disciplinato dagli Artt. 52 e ss. del Codice del Consumo. Non è un'iniziativa commerciale arbitraria o una sorta di benefit gentilmente offerto dal venditore. Se vuoi vendere a distanza sei tenuto a riconoscere questo diritto all'acquirente. Punto.
    Inoltre il diritto di recesso non è tecnicamente la stessa cosa del reso.
    Il recesso, appunto, rientra in quanto specificato sopra ed è esercitabile entro 14gg SENZA dover fornire alcuna motivazione.
    Invece il reso normalmente è la restituzione del bene DOPO che è decorso questo termine, vuoi per un difetto, vuoi perchè il venditore riconosce un periodo esteso per la restituzione del bene (es. Amazon, 30gg).
    Più genericamente con reso si intende la facoltà per l'acquirente di restituire il bene al verificarsi di situazioni diverse e ulteriori rispetto a quelle già contemplate dalle norme del Codice del Consumo sul diritto di recesso.

    giuse56 Intanto che vuol dire RMA? E

    L'RMA, è l'acronimo di "Return Merchandise Authorization" che in italiano si è sempre chiamata "Autorizzazione al reso", ma da qualche tempo fa figo usare termini in inglese a CdC anche nelle condizioni contrattuali/di vendita. Se vuoi restituire un bene acquistato nei termini previsti dalle condizioni di vendita devi semplicemente esplicitarlo al venditore ed ottenere un codice che identificherà quel reso in fase di gestione della merce e che dovrai riportare sull'imballaggio e/o al suo interno.

    I prodotti della "mela mangiata" non sono assimilati ai prodotti alimentari deperibili, eh 😆 Quindi lo puoi ordinare, fartelo consegnare al domicilio, sballarlo (con cura di non danneggiare nè il prodotto nè gli imballaggi e tutti gli accessori e manuali), provarlo e - se lo riterrai - reimballarlo nel miglior modo possibile, compresi tutti gli accessori/manuali/software presenti e richiedere entro 14gg di poter eseguire il recesso (senza nemmeno fornire una motivazione, ma se vorrai potrai indicare che il prodotto non è compatibile con l'utilizzo che dovevi farne).
    Una volta riconsegnato il prodotto, in base la modalità che sceglierai (presso negozio o al Corriere), il prodotto sarà ritornato ad Unieuro che - eseguite tutte le verifiche che il prodotto restituito sia integro (inteso come non sia danneggiato) e completo, provvederà a rimborsarti integralmente l'importo dell'ordine (comprese le spese di spedizione). Punto e fine dei giochi.

    Piuttosto io consiglio sempre e in particolare per articoli di un certo valore economico di:

    1. fare foto dettagliate del prodotto e suoi accessori PRIMA di riporlo nell'imballo
    2. riporre il prodotto in un imballaggio "anonimo" ed aggiungere eventuale materiale di imballaggio extra
    3. fare foto dettagliate del prodotto dopo averlo riposto nell'imballo (io ne faccio anche durante) e dell'imballo sigillato (ed etichettato). Soprattutto se si tratta di un reso (es. per difetto emerso dopo i 14gg) allegare due righe dove si descrive il problema e le prove fatte.
    4. se la restituzione è tramite corriere, sopratutto se si deve rispedire a proprie spese, valutare se ASSICURARE la spedizione. In caso la merce si dovesse danneggiare l'assicurazione coprirà per il valore assicurato.
      Se la merce viene ritirata dal venditore, dovrebbe essere sua cura assicurarlo; nulla vieta comunque di rispedire a proprie spese (all'indirizzo esatto fornito dal venditore) assicurando la spedizione (in questo caso raramente le spese di reso verranno rimborsate dal venditore).

    Aggiungo, giusto perchè da alcuni commenti ho colto la sensibilità sull'argomento, che come in tutte le cose della vita, i diritti non devono essere una scusa per abusarne. Tradotto non serve entrare in modalità paranoica avendo il dubbio che questo diritto non verrà riconosciuto dal venditore (trovandosi sul groppone un prodotto che non si usa), come nemmeno usare il diritto di recesso come espediente per "affittare" a gratis dei prodotti e dopo averli usati per qualche giorno restituirli. Ordinarli per diletto, così per sport.
    E' infatti sempre facoltà di un venditore sospendere quegli utenti che abusano del servizio. Anche Amazon lo fa.

    • edofullo ha risposto a questo messaggio
    • M_Z ha messo mi piace.

      DerAdler fatte salve specifiche casistiche che per ovvie ragioni ne determinano l'invendibilità

      Un oggetto la cui confezione è stata aperta è usato, quindi non è rivendibile come nuovo e quindi invendibile.

      Quindi sì puoi restituirlo, con pellicole, sigilli e imballaggio originale.

      Ovviamente a meno non abbai problemi (garanzia) o il venditore non ti permetta il reso in altre condizioni.

        edofullo un prodotto usato può essere rivenduto, vedi Amazon Warehouse.

        A prescindere, comunque, il diritto di recesso tutela l'acquirente che acquista un bene a distanza e può restituirlo anche se il prodotto è stato rimosso dal suo imballaggio originale, purchè lo stesso (ovvero il prodotto, non l'imballaggio) sia restituito integro e completo di tutti i suoi accessori entro 14gg.
        Non capisco di quale fattispecie state parlando.

        Se parliamo di un paio di scarpe, è evidente che non posso andare a fare un giro in centro e poi levarle e rimetterle nella scatola e restituirlo come recesso.
        Se apro la confezione di uno smartphone e mi accorgo che il prodotto non fa al caso mio perchè troppo lento o non soddisfa le mie aspettative, con tutte le cure del caso lo ripongo nella sua confezione ed esercito il diritto di recesso. Per gli acquisti a distanza, ovvero fuori dai locali commerciali, l’esercizio del diritto di recesso è comunque possibile.

        Ci sono dei casi in cui non è applicabile e sono esplicitati dal Codice del Consumo:

        Il diritto di recesso è previsto per i contratti conclusi a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali tra un professionista e un consumatore. Vi sono però numerose eccezioni, elencate dall’articolo 59 del Codice del Consumo:

        1. i contratti di servizi dopo la completa prestazione del servizio se l’esecuzione è iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con l’accettazione della perdita del diritto di recesso a seguito della piena esecuzione del contratto da parte del professionista;
        2. la fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato finanziario che il professionista non è in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo di recesso;
        3. la fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati;
        4. la fornitura di beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente;
        5. la fornitura di beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna;
        6. la fornitura di beni che, dopo la consegna, risultano, per loro natura, inscindibilmente mescolati con altri beni;
        7. la fornitura di bevande alcoliche, il cui prezzo sia stato concordato al momento della conclusione del contratto di vendita, la cui consegna possa avvenire solo dopo trenta giorni e il cui valore effettivo dipenda da fluttuazioni sul mercato che non possono essere controllate dal professionista;
        8. i contratti in cui il consumatore ha specificamente richiesto una visita da parte del professionista ai fini dell’effettuazione di lavori urgenti di riparazione o manutenzione. Se, in occasione di tale visita, il professionista fornisce servizi oltre a quelli specificamente richiesti dal consumatore o beni diversi dai pezzi di ricambio necessari per effettuare la manutenzione o le riparazioni, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;
        9. la fornitura di registrazioni audio o video sigillate o di software informatici sigillati che sono stati aperti dopo la consegna;
        10. la fornitura di giornali, periodici e riviste ad eccezione dei contratti di abbonamento per la fornitura di tali pubblicazioni;
        11. i contratti conclusi in occasione di un’asta pubblica;
        12. la fornitura di alloggi per fini non residenziali, il trasporto di beni, i servizi di noleggio di autovetture, i servizi di catering o i servizi riguardanti le attività del tempo libero qualora il contratto preveda una data o un periodo di esecuzione specifici;
        13. la fornitura di contenuto digitale mediante un supporto non materiale se l’esecuzione è iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione del fatto che in tal caso avrebbe perso il diritto di recesso.

        fonte: sito MISE.

        La tutela è molto estesa, anche in assenza dell'imballaggio originale o con imballaggio danneggiato/distrutto; cito:

        Nel caso in cui il pacco sia stato aperto dal consumatore, l’esercizio del diritto di recesso è comunque possibile; la restituzione del prodotto senza il suo imballaggio originale non è un presupposto di inefficacia del recesso, che potrà dunque essere esercitato. In effetti, in caso contrario, all'acquirente sarebbe precluso il diritto di controllare il prodotto, verificando la sua integrità, l’idoneità all’uso e l’assenza di vizi.

        Una simile questione è stata recentemente esaminata dai giudici comunitari (C. Giust. UE causa n. C-681/17 del 27.03.2019), i quali si sono pronunciati rilevando che il diritto di recesso potrà essere esercitato anche se la confezione che contiene la merce acquistata online è stata distrutta.

        fonte: AltaLex

          DerAdler un prodotto usato può essere rivenduto

          Non alle stesse condizione con cui era stato venduto a te, perchè appunto non è nuovo

            DerAdler Se apro la confezione di uno smartphone e mi accorgo che il prodotto non fa al caso mio perchè troppo lento o non soddisfa le mie aspettative, con tutte le cure del caso, lo ripongo nella sua confezione ed esercito il diritto di recesso.

            Falso, il diritto di recesso non è un diritto di prova. Serve a cambiare idea in un acquisto a distanza, in cui c'è asimettria visto che compri qualcosa che non puoi visionare dal vivo. Amazon ha abituato male troppa gente.

            Se compri il cellulare in negozio e poi ti accorgi che è lento col cavolo che se lo riprendono indietro.

              edofullo

              fl4co

              Ho integrato il mio commento sopra con riferimenti, compresa una sentenza del Corte di Giustizia UE.

              edofullo in nessun caso questo è un problema dell'acquirente, eccezion fatta per quelle situazioni in cui è evidente che l'acquirente ne ha fatto un uso che va oltre a quello necessario a testarla (es. indosso una scarpa e ci vado a fare un giro per strada per provarla).

              Se vuoi fa parte dei rischi di impresa di chi vende.

              fl4co Amazon ha abituato male troppa gente.

              Amazon non c'entra nulla. Il Codice del Consumo è del 2005 ed ha perfezionato le tutele per gli acquisti a distanza che già c'erano lustri prima (v. Codice Civile).

              • fl4co ha risposto a questo messaggio

                DerAdler Infatti, e non c'è scritto da nessuna parte che sia da intendersi come "diritto di prova" di un prodotto, ma un diritto di ripensamento. Puoi usare tutte le cure che vuoi nel reimpacchettare il prodotto, ma non potrà più essere venduto come nuovo. La legge da il diritto di ripensarci e restituire la scatola CHIUSA, se entro 14 giorni ti sei pentito del tuo acquisto perfezionato a distanza, e fino al momento in cui decidi di aprire la scatola. Molti negozi interpretino molto a favore del consumatore la normativa, vedi Amazon, ma se un ipotetico negozio ti rifiuta il reso perché hai aperto la confezione stai sicuro che sta dalla parte del giusto.

                  fl4co non è come dici, e la sentenza che ho riportato sopra lo esplicita:

                  (37) Poiché nel caso delle vendite a distanza il consumatore non è [in] grado di vedere i beni prima di concludere il contratto, dovrebbe godere di un diritto di recesso. Per lo stesso motivo, al consumatore dovrebbe essere consentito di testare e ispezionare i beni che ha acquistato nella misura necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni. (…)

                  (33) Quanto al diritto di recesso, esso è finalizzato a tutelare il consumatore nella particolare situazione di una vendita a distanza, in cui egli non ha in concreto la possibilità di visionare il bene o di prendere conoscenza delle caratteristiche del servizio prima della conclusione del contratto. Si reputa pertanto che tale diritto compensi lo svantaggio che risulta per il consumatore da un contratto a distanza, accordandogli un termine di riflessione appropriato durante il quale egli ha la possibilità di esaminare e testare il bene acquistato (sentenza del 23 gennaio 2019, Walbusch Walter Busch, C‑430/17, EU:C:2019:47, punto 45).

                  come vedi nelle parte in grassetto, si parla esplicitamente di "testare e ispezionare ... le caratteristiche e il funzionamento dei beni"; "la possibilità di esaminare e testare il bene acquistato". E pacifico che per farlo tu debba aprire l'imballaggio e usare il prodotto.

                  Le tue considerazioni sono opinioni, salvo riporti riferimenti precisi; io ti sto riportando riferimenti al testo del Codice del Consumo e uno stralcio di una specifica sentenza della Corte di Giustizia Europea e per ora non vedo evidenze che quanto riporto sia una mia interpretazione influenzata da cattive abitudini a cui mi ha abituato Amazon o consuetudini diffuse di "negozi che interpretino molto a favore del consumatore la normativa".

                  Bene, quando ci rifiuteranno un reso ci rivolgeremo alla corte europea e, perché no, anche a quelli dei diritti dell'uomo.
                  D'altra parte persino Amazon comincia a segnalare/bannare gente che fa troppi resi 🤣

                    in italia una sentenza non fa legge, a maggior ragione neanche italiana.
                    se non rimborsano devi aderire alle vie legali.

                    non sto dicendo che sia giusto o sbagliato ma di non contare troppo sul "ma nei 14gg ho diritto ad usarlo".

                      fl4co la tua risposta a Roma si usa dire "da cazzaro".
                      Chi vende online è tenuto al rispetto delle norme che lo disciplinano, dal Codice Civile quanto dal provvedimento del Codice del Consumo. Chi non lo rispetta è soggetto a sanzioni, che vengono puntualmente irrogate dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

                      In merito alle sentenze della CGUE ti ricordo che hanno efficacia nel diritto nazionale.

                      Per quanto riguarda gli abusi, come ho già scritto in precedenza, come in tutte le cose della vita quotidiana non possono finire con il precludere i diritti legittimi dei cittadini/consumatori. Con questa mia disamina non tutelo o difendo chi abusa di questi diritti.
                      Amazon (come altri) da tempo sospende gli account che abusano dei resi e, aggiungo, giustamente.

                      EnIgMa la questione non è la sentenza; il Codice del Consumo in nessun punto dice che, in un acquisto a distanza, una confezione aperta fa decadere il diritto di recesso entro i 14gg. Se mi indicate dove lo afferma mi taccio; diversamente state sostenendo una vostra interpretazione.

                      La sentenza della CGUE va a confermare questa interpretazione a fronte di un venditore che, appunto, affermava che il prodotto non era più integro perchè il suo imballaggio era stato aperto dall'acquirente. Vieppiù si trattava di un articolo borderline (un materasso) che il venditore voleva far rientrare tra quelli esclusi in quanto catalogabile tra i “beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna”.
                      La Corte ha invece dato ragione al consumatore.

                      Vieppiù sia il Codice del Consumo che la sentenza in questione, precisa che tuttalpiù il consumatore potrebbe rispondere (qualora l'uso sia andato oltre a quello strettamente necessario) della diminuzione del valore del bene senza che questo precluda il diritto di recesso.

                      Il consumatore è responsabile unicamente della diminuzione di valore dei beni risultante da una manipolazione dei beni diversa da quella necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni. Il consumatore non è in alcun caso responsabile per la diminuzione del valore dei beni se il professionista ha omesso di informare il consumatore del suo diritto di recesso.

                      Fonte: MISE

                      (47) Alcuni consumatori esercitano il proprio diritto di recesso dopo aver utilizzato i beni oltre quanto necessario per stabilirne la natura, le caratteristiche e il funzionamento. In tal caso il consumatore non dovrebbe perdere il diritto di recesso, ma dovrebbe essere responsabile della diminuzione del valore dei beni. Per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni il consumatore dovrebbe solo manipolarli e ispezionarli nello stesso modo in cui gli sarebbe consentito farlo in un negozio. Ad esempio, il consumatore dovrebbe solo provare un indumento, senza poterlo indossare. Di conseguenza, durante il periodo di recesso il consumatore dovrebbe manipolare e ispezionare i beni con la dovuta diligenza. Gli obblighi del consumatore in caso di recesso non dovrebbero scoraggiare il consumatore dall’esercitare il proprio diritto di recesso.

                      fonte: C. Giust. UE causa n. C-681/17 del 27.03.2019

                      • fl4co ha risposto a questo messaggio

                        DerAdler Non gli hai risposto nel merito. Una cosa è la giurisprudenza, un'altra la vita reale. Ti voglio vedere a consigliare a chi gli venga rifiutato il diritto di recesso per un cellulare di 200 euro di andare a giudizio, con tutte le spese del caso, e arrivare eventualmente alla corte europea. La gente normale si fa meno seghe mentali.
                        Meno AltaLex, più vita reale.
                        Vieppiù.

                          fl4co che poi quella sentenza aumenta il consumismo.

                            fl4co a parte il tono di sufficienza che usi, che ti qualifica, mi pare invece di aver risposto nel merito precisando che la sentenza va a confermare l'interpretazione del Codice del Consumo che vuole tutelato l'acquirente anche laddove l'imballo sia stato aperto (nei limiti e condizioni ampiamente esposte). Più di così non so cosa aggiungere; argomenti sul "secondo me" e fai ironia se vi si portano riferimenti a provvedimenti e sentenze. Boh.

                            Parli di vita reale, ma il mondo reale che conosco è quello dove un prodotto reso nei termini che ho ampiamente illustrato viene rimborsato; non mi risultano tutti questi esempi di persone che si son visti rifiutati un reso perchè avevano rotto il sigillo del cellophane della scatola del dispositivo acquistato e che hanno restituito come recesso entro 14gg.
                            Poi non capisco dove vuoi andare a parare con le tue sparate goliardiche (corte del diritti umani e altre amenità): in caso di controversia, prima di arrivare alle vie legali esistono diversi strumenti (tutele della piattaforma su cui si è acquistato es. Amazon, eBay, etc; del metodo di pagamento es. PayPal) come delle associazioni del consumatori, non ultimo segnalazioni all'AGCM.
                            Questo forum è pieno di discussioni in cui si richiamano le tutele del consumatore, compreso il diritto di ripensamento (che parimenti si applica ai contratti di telefonia come a quelli delle utilities) e tutto d'un tratto mi sembra di essere finito su un forum di venditori di eBay.
                            Ci sono abusi? Si. Questi abusi giustificano il privare i consumatori corretti dei loro diritti? Assolutamente no!
                            Il Codice del Consumo è un provvedimento che ha valore legale e si applica ai contratti di acquisto di beni o servizi perfezionati a distanza.
                            Se vuoi disquisire sull'argomento le fonti presumo debbano essere di tipo legale, non Degospia.
                            Poi se vuoi far solo caciara, vedi tu..

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