Grazie ancora per i contributi, mi è chiaro il punto sulla gestione pratica ideale (prima migrazione e poi eventuale comunicazione), anche se in questo caso ormai la situazione è già quella che ho descritto.
A questo punto sto cercando di capire quale sia l’approccio più sensato a posteriori.
In questo momento abbiamo:
- linea cessata in tempi molto rapidi
- migrazione avviata ma con possibile esito KO
- diversi giorni senza servizio (quasi sicuramente arriveremo almeno due settimane)
- possibile nuova attivazione necessaria
- rischio di addebito delle rate residue del modem in un’unica soluzione, nonostante la scelta della rateizzazione nel modulo
Quello che mi chiedo è questo: ha davvero senso muoversi subito con PEC, oppure è più logico attendere che la situazione si chiuda (esito migrazione, attivazione nuova linea, fattura di chiusura), così da avere un quadro completo e contestare tutto insieme?
Perché, ragionando così, mi sembra che aspettando si possa costruire una posizione più solida, includendo:
- l’interruzione del servizio
- l’eventuale fallimento della migrazione
- la necessità di nuova attivazione
- eventuali addebiti non coerenti (es. modem, costi di disattivazione linea)
Mentre muovendosi subito si agirebbe senza sapere ancora quali saranno tutte le conseguenze.
Secondo voi, nella pratica, è più efficace agire subito oppure aspettare e presentarsi eventualmente in conciliazione con tutti gli elementi già definiti?
Inoltre mi chiedo anche questo: in una situazione del genere, l’interruzione del servizio (quindi i giorni senza Internet) è contestabile all’operatore, considerando che è stata selezionata la portabilità e non la cessazione definitiva della linea? In parole povere, mi aspetterei che con una migrazione non avvenga l'interruzione del servizio se non per la durata dell'intervento del tecnico, quindi giusto alcune ore. Mi sembra sia una pratica ben diversa dalla cessazione linea, ovvero la procedura che grossomodo nushuth ha indicato.
@Pierino8 @Andrea786 La pratica di migrare facendo in modo che sia il nuovo operatore a migrare la linea è sicuramente corretta in situazioni ordinarie, ma facendo così penso che non arriverebbe comunicazione a WindTre di chiusura per modifiche contrattuali (espressamente richiesto da W3 stessa che venga comunicato tramite i canali indicati, PEC, form, raccomandata, etc.). In quel caso immagino si vadano a sostenere i costi di chiusura linea e il pagamento delle rate del modem restanti, cosa che si è cercato di evitare.
Insomma, con WindTre anche facendo la procedura corretta riescono a creare disagi al cliente in caso di modifiche contrattuali.